Per una ASD o SSD, il Safeguarding e il Modello Organizzativo e di Controllo (MOG) non sono documenti da archiviare. Sono strumenti di prevenzione che devono funzionare nella vita quotidiana dell’associazione, soprattutto quando entrano in gioco minori, istruttori occasionali, spogliatoi, trasferte e attività estive.

Le decisioni della giustizia sportiva richiamate nel dibattito recente — tra cui i provvedimenti indicati come FIGC n. 164/2026 e FIBS n. 8/2025 — riportano l’attenzione sulla tempestività delle nomine, sull’adozione effettiva dei modelli e sul dovere di vigilanza degli organi direttivi. Il contenuto e la portata di ogni decisione devono comunque essere verificati nel testo federale ufficiale applicabile al caso concreto.

Dal documento alla pratica: il MOG deve essere su misura

Un MOG copiato da un’altra società può lasciare scoperti proprio i rischi più probabili per la propria realtà. La valutazione deve considerare discipline, impianti, fasce d’età, presenza di minori, rapporti con collaboratori e volontari, trasferte, comunicazioni digitali, gestione degli spogliatoi e attività con istruttori sostitutivi.

  • mappare i contesti nei quali si svolge l’attività;
  • definire comportamenti vietati, canali di segnalazione e tempi di risposta;
  • informare tesserati, famiglie, tecnici, dirigenti e volontari;
  • conservare nomine, formazione, aggiornamenti e verbali del direttivo;
  • verificare periodicamente se il modello è ancora coerente con l’attività svolta.

La nomina del Responsabile Safeguarding

La scelta non dovrebbe essere automatica né affidata a un nominativo privo di tempo, competenze o autonomia. Prima della nomina è opportuno verificare requisiti, disponibilità, assenza di conflitti di interesse, canali di contatto e possibilità concreta di seguire le segnalazioni.

La nomina di un responsabile non esaurisce i doveri del Presidente e del Consiglio direttivo: gli organi sociali devono assicurare che il sistema sia conosciuto, accessibile, aggiornato e concretamente applicato.

La responsabilità degli organi direttivi

Il rischio non riguarda soltanto l’eventuale condotta illecita dell’autore materiale. Possono assumere rilievo anche omissioni organizzative, mancata vigilanza, inerzia dopo una segnalazione o scelta non diligente delle persone incaricate. La responsabilità, tuttavia, non è automatica: va valutata alla luce delle norme applicabili, dei fatti accertati e del ruolo effettivamente ricoperto.

Check-up di fine stagione: cinque verifiche

  1. La nomina del Responsabile Safeguarding è formalizzata, attuale e comunicata?
  2. Il MOG e il Codice di condotta descrivono davvero le attività dell’associazione?
  3. I canali di segnalazione sono visibili a famiglie, atleti, tecnici e volontari?
  4. Il direttivo ha documentato informazione, formazione, controlli e aggiornamenti?
  5. Sono state analizzate le attività estive, le trasferte, gli spogliatoi e i collaboratori occasionali?

Le fonti da consultare

Per il quadro generale è utile consultare i materiali del Dipartimento per lo Sport e le politiche Safeguarding FIGC. Le ASD e SSD devono inoltre verificare regolamenti, circolari e modelli pubblicati dall’organismo sportivo di affiliazione.

Nota: questo approfondimento ha finalità informative e non sostituisce una consulenza legale o professionale. La valutazione di responsabilità e sanzioni richiede l’esame dei regolamenti applicabili e dei fatti specifici.

Un controllo prima della ripresa delle attività

La conclusione della stagione è il momento giusto per verificare documenti, nomine, formazione e procedure. OPES BAT può fornire un primo orientamento e indicare, quando necessario, il professionista qualificato da coinvolgere. Per una richiesta mirata è possibile utilizzare il modulo di contatto.